Ulcere da decubito

Pubblicato il 30 settembre, 2013, nella categoria: Rubrica, Strumenti da

Le ulcere da decubito sono lesioni della pelle e dei tessuti più profondi, che insorgono nelle parti del corpo più a lungo soggette a pressione durante una protratta permanenza a letto o in posizione seduta.

I pazienti più a rischio sono quelli impossibilitati o limitati a muoversi in modo autonomo. Le localizzazioni più ricorrenti delle ulcere (che variano comunque a seconda della posizione assunta più frequentemente dal malato) sono la regione sacrale (l’area dove si congiungono i glutei), la nuca e i talloni.

Le lesioni possono comparire ed evolversi in modo molto rapido; una volta che si sono formate sono difficili da trattare e spesso risultano inguaribili. Nelle persone a rischio, la sollecita adozione di provvedimenti di carattere preventivo riveste quindi notevole importanza.

 

Quindi un ulcera è la perdita di sostanza dei tessuti molli conseguente ad ISCHEMIA assoluta e persistente di un determinato distretto corporeo, per collabimento del suo letto capillare tra piani ossei e superficie cutanea su cui si esercitano forze di compressione e/o trazione.

PAZIENTI A RISCHIO:

  • Neoplastici
  • denutriti
  • miastenici
  • sclerosi multipla
  • mielosi
  • diabetici
  • portatori di apparecchi gessati

Prevenire e curare il decubito è uno degli sapetti più importanti per il benessere della persona.

Molte patologie o situazioni di handicap se non vengono definite dal punto di vista della prevenzione al decubito rischiano di vanificare il lavoro riabilitativo.

 

Presso i nostri punti vendita è possibile reperire materassi e cuscini ANTIDECUBITO realizzati appositamente per evitare la formazione di ulcere da decubito.

 

leggi tutto

Cos’è un Corsetto

Pubblicato il 11 gennaio, 2013, nella categoria: Rubrica, Strumenti da

Il corsetto ortopedico è un dispositivo che esercita azioni meccaniche tese a raggiungere una finalità terapeutica.

Viene applicato all’esterno dell’apparato locomotore per sostenere, correggere e agevolare determinate funzioni.

I corsetti hanno funzioni:

  • Correttiva (età giovanile ossia età evolutiva)
  • Compensativa
  • Contentiva (bloccare i movimenti)

L’azione che il corsetto deve svolgere è la funzione della patologia per cui viene applicato. Nonostante si abbiano buoni risultati con l’uso dei corsetti, la loro applicabilità è limitata: come valori di riferimento si può dire che il trattamento con gessi e/o corsetti inizia da valori angolari di deviazione superiori a 15° con tendenza evolutiva e strutturazione clinica e radiografica, fino ad arrivare a valori di 40°- 45°, oltre i quali si ritiene necessario l’intervento chirurgico.

All’interno di questo intervallo sono utilizzati diversi tipi di corsetti, in base alla localizzazione della curva scoliotica, della sua strutturazione, del valore angolare, ecc.. Altre situazioni richiedono invece interventi combinati: nel caso, per esempio, in cui la correzione con corsetto si presenti, insufficiente occorre ricorrere all’uso di busti gessati a spinte localizzate. Ancora, si può invertire l’ordine di applicazione, cominciando con l’applicazione del busto gessato, seguito dal corsetto.

Questi metodi sono sicuramente efficaci, sempre che vengano adottati in modo tempestivo, in particolare hanno il miglior risultato nel periodo di massima crescita vertebrale, durante il quale si necessita una più corretta ristrutturazione dei corpi vertebrali. È fondamentale evidenziare che il raggiungimento di buone correzioni non è il fine ultimo dell’utilizzo del corsetto ma si ricerca il mantenimento della correzione nel tempo.

È molto importante una corretta prescrizione medica dell’ortopedico.

Prodotti correlati:

 

 

 

 

leggi tutto

Cos’è una Protesi

Pubblicato il 30 novembre, 2012, nella categoria: Rubrica, Strumenti da

Una protesi è un dispositivo artificiale atto a sostituire una parte del corpo mancante (un arto, un organo o un tessuto), o a integrare una danneggiata.

Nel nostro settore la protesi viene utilizzata fondamentalmente per sostituire anatomicamente e funzionalmente un segmento dell’apparato locomotore.

Le protesi possono essere interne o esterne.

Le protesi interne sono quelle applicate all’interno dell’organismo mediante un intervento chirurgico.
Le protesi esterne o protesi ortopediche sono un mezzo artificiale che sostituisce nella morfologia, e per quanto possibile, nella funzione un arto mancante o una parte di esso. Le protesi si applicano a soggetti sottoposti ad amputazione di arto superiore o inferiore per gravi traumi dei tessuti molli e/o scheletrici, malattie vascolari, infezioni, tumori maligni scheletrici o delle parti molle e malformazioni congenite…

Oggi grazie alle moderne tecnologie si è arrivati alla realizzazione di modelli sempre più sofisticati.
Un po’ di storia: fino agli anni ’70 del secolo scorso le protesi ortopediche erano realizzate in legno con snodi articolari in metallo. Dagli anni ’80 la qualità delle protesi è notevolmente migliorata grazie all’introduzione di nuovi materiali, tecnologie e lavorazioni determinando un ottimo risultato in quanto più leggere, sofisticate e rivestite da materiali che ne migliorano l’estetica.

Elementi che costituiscono una protesi ortopedica:

  • l’invasatura che è la parte a diretto contatto con il moncone d’amputazione, riproducendone il più possibile la forma
  • l’apparato di ancoraggio che connette la protesi al resto dell’arto o del tronco
  • il piede o la mano protesica che rappresentano la porzione terminale della protesi, costruiti per riprodurre nel modo migliore le caratteristiche funzionali ed estetiche dell’estremità assente.

Negli ultimi anni in particolare per la mano sono entrate in uso protesi azionate da segnali elettrici amplificati, derivati dall’attività delle unità motorie dei muscoli del moncone. Il comando moncone-protesi è quindi diretto, ed esiste la possibilità di modulare e graduare volontariamente l’attività prensile della mano protesica.

Le protesi di arto superiore si dividono in:

  • protesi cosmetiche
  • protesi cinematiche (con comando a trazione) protesi mioelettriche (con comando mioelettrico)
  • protesi ibride

Prodotti correlati:

 

leggi tutto

Sistema CAD-CAM

Pubblicato il 16 novembre, 2012, nella categoria: Rubrica, Strumenti da

Il sistema CAD-CAM è uno strumento semplice e potente che permette ai tecnici ortopedici di realizzare i propri prodotti con le tecniche di scansione e modellamento in 3D. Questo sistema è costituito da un hardware e un software che permette di ottenere dei modelli positivi, controllando in tempo reale le loro caratteristiche.

Grazie a questa moderna tecnologia il modello digitale in 3D è ottenuto attraverso l’uso di fotocamere tecnologicamente avanzate, garantendo al paziente massima precisione nel risultato ma soprattutto evitano allo stesso i soliti bendaggi gessati fornendo più confort e pulizia al paziente stesso. Essendo fondamentale per il tecnico ortopedico lavorare sulla forma reale e precisa del paziente, il CAD-CAM consente di riprendere con assoluta precisione e fedeltà sia le gibbosità sia le più difficili asimmetrie nei diversi tipi di pazienti dal bambino, all’anziano, al neurologico.

Questo sistema consente di ricostruire un modello tridimensionale. L’esame si esegue facendo porre il paziente al centro del sistema con una maglina aderente sulla quale si trovano molteplici file di punti di diverse tonalità di colore, dopodiché il tecnico ortopedico esegue lo scatto fotografico e l’esame per il paziente si può considerare finito in quanto può lasciare la postazione e rivestirsi.

Il software una volta rilevati i punti dalle immagini ne calcola l’esatta posizione, dando il via alla fase della stilizzazione che per il tecnico ortopedico vuol dire lavorare finalmente in uno studio tecnologicamente avanzato.

Servizi correlati:

  

 

leggi tutto

Il Plantare

Pubblicato il 29 ottobre, 2012, nella categoria: Rubrica, Strumenti da

L’ortesi plantare è un dispositivo medico realizzato interamente su misura che, deve rispondere a più necessità: da un lato correggere e/o compensare una problematica e dall’altra essere ben tollerata dal paziente risultando perciò leggera e soprattutto capace di migliorare la qualità della nostra vita.

Pertanto un paio di plantari su misura, per essere tali, non potranno essere uguali a un altro soggetto perché diversi per anatomia, per problematica, per età, per sudorazione, peso etc.

Classificazione:

  • Plantari correttivi
  • Plantari antalgici
  • Plantari biomeccanici

S’intendono plantari correttivi, le ortesi realizzate con lo scopo di correggere una problematica nell’età evolutiva, ovvero fino a quando l’apparato muscolo-tendineo-scheletrico è in grado di rispondere a delle sollecitazioni esterne.

Appartengono a queste categorie le ortesi per il bimbo che, per mezzo di cunei, spessori o sostegni, sono in grado di modificare, nelle migliori delle circostanze, la presenza di alcune problematiche come il piede piatto, la pronazione del retropiede, l’avampiede varo, il ginocchio valgo ecc..

S’intendono plantari antalgici, le ortesi concepite a solo scopo di ridurre, limitare o, nelle migliori ortesi, eliminare il dolore scatenato a seguito di una problematica in corso. Sono plantari che vengono concepiti con materiali solitamente morbidi al fine di ammortizzare o scaricare l’urto in un determinato punto dolente. Sono normalmente realizzati in soggetti con artrosi a uno stadio avanzato, artrite deformante, gotta, diabetici, gravi insufficienze circolatorie o comunque in tutte quelle circostanze in cui il piede lamenta una grave insofferenza.

I plantari biomeccanici (con l’ausilio della pedana baropodometrica) sono senza dubbio le ortesi più complesse da realizzare sia per la complessità nella costruzione, sia per la competenza che un tecnico ortopedico deve mettere a disposizione per aiutare a ristabilire una corretta funzionalità del passo.

La realizzazione di un ortesi biomeccanica si avvale quindi di uno studio approfondito valutando la storia e la sintomatologia della patologia in corso, valutando il “range” di movimento delle articolazioni e osservazione della marcia.

Quindi, un ortesi plantare avrà caratteristiche, composizione, sostegni e scarichi diversi da dall’avampiede al retropiede a seconda dell’obiettivo da raggiungere. Per la realizzazione di un ortesi plantare è fondamentale una corretta prescrizione medica dell’ortopedico.

 

Servizi correlati:

  

 

leggi tutto
быстрые займы на карту через интернет