Busti rigidi per scoliosi – V parte

Pubblicato il 17 settembre, 2013, nella categoria: Colonna Vertebrale, Rubrica da

Quali sono i Corsetti rigidi per scoliosi più comuni?

Ci sono vari tipologie di busti rigidi ed interminabili variabili, le forme più conosciute sono:

  • Corsetto Univalva Bolognese o detto CLB
  • Corsetto Boston Brace
  • Corsetto Milwaukee
  • Corsetto Lionese
  • Corsetto Cheneau

Corsetto Univalva Bolognese o CLB

Indicazioni:
Ci viene richiesto nelle scoliosi lombari primarie che non superino la D10
Azione:
Si propone di correggere la deviazione scoliotica mediante un cuscinetto di spinta in plastazote applicato posteriormente in corrispondenza della curva lombare
Caratteristiche:
Realizzato in polietilene , posteriormente non supera il bordo inferiore della scapola, anteriormente deve arrivare allo xifoide.

Corsetto Boston BRACE

Indicazioni:
Ci viene richiesto nelle scoliosi lombari primarie e talvolta qualche applicazione toraco-lombari con apice non superiore D10.
Azione:
Si propone di correggere la deviazione scoliotica mediante il posizionamento delle spinte capaci di derotare i corpi vertebrali. Con l’obbiettivo di riportare il tronco in assetto con il sacro.
Caratteristiche:
Realizzato in polipropilene , con moduli prefabbricati rivestiti internamente con materiale morbido. Inclinato in flessione di 15° lombare posteriore e di 30° di concavità sull’addome. Sul modulo verranno applicati delle spinte prefabbricate a pelota derotante.

Corsetto Milwaukee

Indicazioni:
E’ il più conosciuto al mondo per il trattamento delle deformità vertebrali evolutive dell’infanzia e adolescenza. Viene richiesto nei casi di curve scoliotiche in soggetti con apice non superiore a T 4 e nelle cifosi Toraciche.
Azione:
Il meccanismo di correzione è basato sull’elongazione del tronco e sull’apertura delle convessità delle curve con spinte di pelote situate sulle costole afferenti l’apice delle curve derotando il corpo vertebrale.
Caratteristiche:
Composto da una presa di bacino in polietilene due aste in alluminio posteriori e una anteriore regolabili in altezza,collegate in alto con un collare con appoggio occipitale e mentoniero anteriore . Sulle aste vanno collegate le spinte tramite dei tiranti regolabili per stabilire l’intensità di spinta con cui deve agire sulla curva.

Corsetto Lionese

Indicazioni:
Le indicazioni sono per le scoliosi evolutive dell’adolescenza con valori angolari della curva compreso tra i 27°- 40° e che abbiano sufficiente sviluppo della gabbia toracica non indicato per le curve alte.
Azione:
Ridurre o mantenere la curva modellando le gibbosità attraverso le valve di spinta posizionate sull’ apice delle curve .
Caratteristiche:
E’ composto da due aste montanti in alluminio collegate tra loro da valve apribili e regolabili. Superiormente presenta due ascellari collegate anteriormente a una placca a trifoglio con lo scopo di trazionare il paziente verso l’alto. Il materiale è orthoglass trasparente e rigido indeformabile.

Corsetto Lionese per dorso curvo

Indicazioni:
Si propone di ridurre le cifosi evolutive in pazienti e che abbiano sufficiente sviluppo della gabbia toracica e che non abbiano un apice superiore a T7-T6
Azione:
Ridurre le cifosi evolutive attraverso tre valve : una toracica posteriore , una pelvica che derota il bacino e la terza anteriore che spinge sul manubrio sternale in senso antero-posteriore.
Caratteristiche:
E’ composto come il Lionese tradizionale solo con delle cerniere che possono regolare la spinta anteriore in maniera graduabile.

Corsetto Cheneau

Il corsetto Chêneau rappresenta attualmente l’evoluzione più avanzata del trattamento delle curve scoliotiche, avendo sia una ottima tollerabilità che una buona capacità di modellamento gibbo. Il meccanismo correttivo è basato sulla traslazione del tronco verso le camere di espansione e sull’apertura delle curve. Il corsetto è generalmente prescritto per il trattamento di scoliosi con curve ad ampio raggio con deformità caudale a D5 e valore angolare inferiore a 30°. Nella sua costruzione è fondamentale la valutazione clinica e radiografica del paziente, in quanto il corsetto, realizzato in polietilene tra i 3 ed i 5 millimetri e rivestito in materiale anallergico in un’unica valva, comprende tutte le caratteristiche (spinte, appoggi, camere di espansione) che sono difficilmente modificabili in seguito. Basilare per la realizzazione di questo corsetto, è l’apporto professionale del tecnico ortopedico, che attraverso la valutazione clinica e radiografica stabilisce l’entità delle spinte e l’ampiezza delle camere di espansione (queste dovrebbero essere circa il doppio delle spinte stesse). La corretta localizzazione delle spinte sarà verificata in fase di consegna dalla iper pressione che le stesse esercitano sulle curve del paziente, lasciando una impronta più o meno evidente sulla cute.
Indicazioni:
Si propone di ridurre le curve scoliotiche dell’adolescenza in soggetti con apice inferiore a T7 e valore angolare inferiore ai 35°.
Azione:
Ottima tollerabilità , non stasi linfatica e buon modellamento del gibbo. Esso corregge la deformità senza favorire il dorso piatto che comunemente si associa alla scoliosi, evita il famoso impalamento delle vertebre cioè una non negativa riduzione della cifosi fisiologica. Il principio con cui agisce l’ortesi è quello di applicare spinte sul lato convesso delle curve e su tutte le gibbosità rilevabili sul tronco sia anteriore e posteriore , e sviluppare ampie camere di espansione là dove vi siano depressioni ed in particolare dal lato concavo delle curve.
Caratteristiche:
E’ composto da un’unica valva in cui devono essere comprese tutte le caratteristiche ( spinte, appoggi, camere di espansione ) che sono difficilmente modificabili in seguito. Viene costruito in polietilene .

 

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Busti rigidi per scoliosi – IV parte

Pubblicato il 30 agosto, 2013, nella categoria: Colonna Vertebrale, Rubrica da

Come si costruiscono i corsetti rigidi per scoliosi oggi?

Fenix – CAD CAM

Il rilievo del modello si esegue mediante un sofisticato sistema di rilevazione ottica evitando così le tradizionali operazioni di bendaggio gessato, garantendo precisione e pulizia nel massimo comfort per il paziente.
Con un semplice scatto fotografico in pochi istanti viene elaborato il modello tridimensionale del soggetto.

Modellazione Virtuale con comparazione Radiografica e simulazione correttiva del corsetto

CAM
Quando il modello è stato stilizzato,inviamo il file alla macchina fresatrice la quale ricava il positivo partendo da blocchi di poliuretano a bassa densità;il tempo medio per ricavare il modello dal grezzo è di circa 10-15 minuti. E’ inoltre possibile utilizzare più volte positivi già fresati per modelli via via più piccoli.

Vantaggi del sistema CAD-CAM:

  • Ridotto tempo di rilevazione ( 1 sec.) No Gesso!
  • Anteprime correttive del corsetto con sovrapposizione radiografica.
  • Possibilità di Inviare il Progetto al medico prima di realizzarlo.
  • Dimezzati i Tempi di esecuzione del corsetto.
  • Fedeltà di misurazione. ( Non si modificano i volumi)
  • Possibilità di trasferire l’unità di rilevazione in varie sedi o centri ambulatoriali.

 

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Busti rigidi per scoliosi – III parte

Pubblicato il 23 agosto, 2013, nella categoria: Colonna Vertebrale, Rubrica da

Per una buona riuscita funzionale di un corsetto per scoliosi dobbiamo proseguire con una ottima stilizzazione del positivo in gesso.

  • Con tutti i riferimenti delle circonferenze.
  • Gli appiombi.
  • Le correzioni in base alla prescrizione medica e la comparazione con le Radiografie.

Poi si passa alla scelta dei materiali :

  • Polietilene
  • Polipropilene
  • Orthoglass
  • Xstrusse

Questo in base al peso, la patologia, al tipo di busto, al tipo di correzione che si intende avere…
La termoformatura avviene a 220°C in sottovuoto, inoltre per abbellire il corsetto si possono utilizzare delle decalcomanie che rendono la superficie del busto completamente colorata.

A questo punto abbiamo un guscio positivo, che verrà sgrossato e assemblato, a vari componenti in metallo, mettendoci in condizione di provare il corsetto sul paziente e verificare la congruenza e apportare le eventuali modifiche e correzioni.

Dopo la prova del corsetto, passiamo alla rifinitura e alla sua consegna.
Fase molto importante perché daremo tutte le nozioni necessarie per far si che :

  • Il paziente impari a indossare il busto.
  • Che impari a segnalare le eventuali anomalie tecniche per poter intervenire
  • Dare informazioni su come fare manutenzione e pulizia al busto.
  • Consegna della documentazione tecnica sui presidi su misura ( AR.14971 )

Dopo la consegna, il paziente deve effettuare il collaudo finale dal medico prescrittore.
Cioè verificare se il presidio corrisponde a tutte le esigenze tecnico/correttive, con cui il medico ha iniziato il progetto riabilitativo.

Nei nostri protocolli e procedure tecniche invitiamo il paziente al monitoraggio del presidio consegnato per le opportune modifiche o adattamenti. (14971 e ISO Vision 2000 )

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Busti rigidi per scoliosi – II parte

Pubblicato il 26 luglio, 2013, nella categoria: Colonna Vertebrale, Rubrica da

Step per una buona realizzazione di un corsetto per scoliosi:

1) Eseguire una buona e corretta interpretazione della prescrizione Medica, che dovrà contenere:

  • l’esatta indicazione delle zone di spinta
  • la tipologia di busto
  • il materiale

2) Il Tecnico Ortopedico si farà carico

  • Dell’informazione sul tipo di corsetto che si dovrà costruire, su come va indossato e rimosso.
  • Degli adattamenti iniziali del corsetto.
  • Eventuali modifiche dopo il collaudo dello specialista. (monitoraggio AR14971)

Procedura per il calco gessato del paziente

1) Prese misure e rilevamento di punti di riferimenti anatomici con raffronto radiografico.
2) Molage con bende gessate elasticizzate ad alto coefficiente di essicazione.
3) Taglio del gesso su un lato con relativi segni di repere facendo attenzione alla non deformazione del guscio.

…continua

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Busti rigidi per scoliosi – I parte

Pubblicato il 28 giugno, 2013, nella categoria: Colonna Vertebrale, Rubrica da

“Le conoscenze dell’anatomia patologica , dell’evoluzione della scoliosi insieme a quelle dei materiali , delle tecniche di costruzione e della biomeccanica dei corsetti, è indispensabile per porre l’indicazione terapeutica ed attuare una corretta conduzione del paziente , al fine di raggiungere un valido risultato”
[Prof. De Giorgi – Università dei studi di Bari]

Un po di storia…

Il primo tentativo descritto per raddrizzare una gibbosità data del V° secolo ante Cristo conosciuta sotto il nome di epigramma di Nearcus.

Zocleo che vuole raddrizzare la gibbosità di Diodoro, pone 3 grosse pietre quadrate alla cima della gibbosità, facendolo morire , ma più diritto di una trave

Alcuni anni più tardi, Ippocrate utilizzerà il letto attrezzato di argani e di pulegge che associano trazione ed appoggio al livello della gibbosità.

Il trattamento ortopedico conservativo progredirà a partire dal Rinascimento.

Un appoggio progressivo è ricercato da Acquapendente nel 1619.

Il primo apparecchio a sospensione è proposto da Francis Glisson nel 1677.

Sempre nel 1677 Guillaume Levacher de la Feutrie, nel suo trattato del Rakitis, e Johan Kohler rappresentano degli apparecchi di estensione ileo-capitale antenati del nostro corsetto Milwaukee.
I progressi dell’apparecchiatura sono legati anche a quello dei materiali:

  • uso medico del gesso conosciuto in Europa dall’inizio del diciannovesimo secolo,
  • apparizione inizio 1900 della Celluloide,
  • verso 1960 il plexidur ed il polietilene sostituiranno progressivamente il cuoio, ed l’alluminio sostituirà l’ acciaio.

 

 

…continua

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