Abbattere le barriere

Pubblicato il 27 dicembre, 2013, in: Rubrica da

La Legge 13 del 1989, come è noto ha introdotto la possibilità di richiedere contributi per l’eliminazione di barriere architettoniche negli edifici privati. E’ altrettanto noto che spesso tali contributi non sono stati erogati o lo sono stati solo parzialmente a causa di una certa discontinuità nel finanziamento del relativo fondo. La norma più recente di finanziamento della Legge 13/1989 è la Legge 24 dicembre 2003, n. 350 che all’articolo 3 comma 116 prevede un finanziamento pari a 20 milioni di euro per il 2004. La legge  lascia l’onere all’interessato si dimostrare che un intervento si configura concretamente come abbattimento di una barriera architettonica (ossia qualsiasi cosa ostacoli o limiti la possibilità di utilizzare gli edifici, le loro attrezzature e le loro parti a chiunquea abbia difficoltà motorie e sensoriali di natura temporanea o permanente). Le domande di contributo non possono riguardare interventi inizati prima della presentazione della domanda.

I disabili che hanno diritto al contributo sono:

  • disabili con menomazioni o limitazioni funzionali permanenti di carattere motorio
  • chi ha carico persone con disabilità permanente
  • i centri o istituti residenziali per i loro immobili destinati all’assistenza di persone con disabilità
  • i condomini dove risiedano le suddette categorie di beneficiari

Il contributo può essere concesso per opere da realizzare su:

  • parti comuni di un edificio (es. ingresso di un condominio);
  • immobili o porzioni degli stessi in esclusiva proprietà o in godimento al disabile (es. all’interno di un appartamento);

Il contributo può essere erogato per:

  • una singola opera (es. realizzazione di una rampa)
  • un insieme di opere connesse funzionalmente cioè una serie di interventi volti a rimuovere più barriere che generano ostacoli alla stessa funzione (ad esempio: portone di ingresso troppo stretto e scale, che impediscono l’accesso a soggetto non deambulante).

Se di un unico intervento possono fruire più disabili, viene concesso un solo contributo. Ugualmente, quando si devono eliminare varie barriere nello stesso immobile e che ostacolano la stessa funzione, bisogna formulare un’unica domanda: il contributo sarà uno solo.

Se la varie barriere ostacolano invece diverse funzioni (ad esempio: assenza di ascensore e servizio igienico non fruibile), il disabile può ottenere vari contributi per ogni opera necessaria, presentando una diversa domanda per ognuno degli interventi.

Se l’immobile è soggetto ai vincoli storico-artistici o ambientali, l’interessato deve richiedere l’autorizzazione all’intervento alle autorità competenti. Inoltre, qualora l’immobile rientri nella categoria delle costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche, il richiedente deve provvedere ad adempiere all’obbligo del preavviso e dell’invio del progetto alle competenti autorità.

I disabili che hanno una certificazione che attesti un invalidità totale con grande difficoltà alla deambulazione hanno diritto di precedenza nell’assegnazione dei contributi.

La domanda di contributo deve essere presentata entro il 1° marzo di ogni anno (quelle pervenute dopo tale data sarnno comunque prese in considerazione per l’anno successivo) presso il competente ufficio tecnico barriere architettoniche del comune. Nel presentare la domanda di contributo, si devono allegare i seguenti documenti:

  • certificato medico in carta semplice con indicata la menomazione e la limitazione funzionale
  • certificato di invalidità rilasciata dall’ASL, in originale o copia autenticata
  • autocertificazione  contenente quanto richiesto dalla normativa vigente (ubicazione, descrizione degli ostacoli)
  • fotocopia della carta d’identità (fronte/retro) del richiedente con autocertificazione
  • identificazione del beneficiario che ha diritto al contributo
  • atto di tutela o procura speciale, in originale o copia autenticata (nei minori o incapaci)
  • descrizione sommaria delle opere e importo della spesa prevista comprensiva di IVA

L’entità del contributo viene determinata sulla base delle spese effettivamente sostenute e comprovate. Se le spese sono inferiori al preventivo presentato, il contributo sarà calcolato sul loro effettivo importo. Se le spese sono superiori, il contributo sarà calcolato sul preventivo presentato. L’erogazione del contributo avviene dopo l’esecuzione dell’opera ed in base alle fatture debitamente quietanzate: il richiedente ha pertanto l’onere di comunicare al sindaco la conclusione del lavori con trasmissione della fattura.

 

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