Lesione dei nervi periferici

Pubblicato il 29 novembre, 2013, in: Patologie, Rubrica da

I nervi periferici sono costituiti da fasci di fibre nervose avvolti e riuniti tra di loro da tessuto connettivo interstiziale in cui decorrono i vasi sanguigni destinati alla loro vascolarizzazione. Essi originano dal midollo spinale (nervi spinali) o da tronco encefalico (nervi cranici) e conducono gli impulsi dal sistema nervoso centrale alla periferia e da questa a quello: a tale funzione conduttrice provvedono i cilindrassi che sono l’elemento fondamentale delle fibre nervose.

I nervi sono costituiti da fibre motorie e da fibre sensitive: le prime conducono dai centri nevrassiali ai muscoli gli impulsi per la motilità volontaria e per quella riflessa, le seconde trasmettono al neurasse gli impulsi provocati dalla stimolazione dei recettori periferici.

I nervi periferici provvedono alla motilità, alla sensibilità e al trofismo la loro alterazione porterà dunque a disturbi motori, sensitivi e trofici. Disturbi motori. La lesione delle fibre motorie di un nervo produce la paralisi dei muscoli da esso innervati. Il difetto della motilità volontaria può naturalmente essere più o meno grave: da un semplice modesto indebolimento della forza di contrazione muscolare (cioè dell’energia con cui viene eseguito il movimento determinato dal muscolo) alla totale assenza di ogni pur minimo accenno di contrazione volontaria (in senso proprio è soltanto a quest’ultima condizione che va riservato il termine di paralisi, mentre i difetti parziali, anche se cospicui, vanno indicati con il termine di paresi).

Al disturbo della motilità volontaria si accompagna quello della motilità riflessa: i riflessi (nella regione di competenza del nervo leso) sono aboliti o indeboliti (per esempio, quando è colpito il bicipite brachiale, la percussione del suo tendine, mediante l’apposito martelletto, non provocherà come di norma la flessione dell’avambraccio o questa sarà meno pronta e meno ampia del normale). Il muscolo paralizzato (o paretico) inoltre va incontro a una diminuzione del tono: lo si rileva sia mediante la palpazione, che permette di apprezzare la compattezza delle masse muscolari, sia imprimendo ai segmenti degli arti dei movimenti passivi e valutando la resistenza che si incontra: i muscoli paralizzati per lesione del nervo periferico presentano una compattezza ridotta e una minima resistenza ai movimenti passivi che di fatto sono più facili e ampi del normale. Anche il trofismo è compromesso: il volume del muscolo è ridotto e ciò appare con estrema evidenza quando è colpito soltanto un lato del corpo ed è dunque possibile il confronto con i muscoli sani del lato opposto.

La paralisi (o paresi) muscolare che consegue alla lesione del nervo periferico si accompagna quindi a:

- scomparsa o indebolimento dei riflessi (areflessia o iporeflessia)

- diminuzione del tono muscolare (ipotonia)

- diminuzione del trofismo muscolare (atrofia).

Sono questi i caratteri fondamentali delle paralisi dovute a lesione del neurone motore periferico, costituito dalla cellula nervosa del tronco encefalico o del midollo spinale e dalla fibra che da essa si diparte per raggiungere il muscolo.

 

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