Busti rigidi per scoliosi – I parte

Pubblicato il 28 giugno, 2013, in: Colonna Vertebrale, Rubrica da

“Le conoscenze dell’anatomia patologica , dell’evoluzione della scoliosi insieme a quelle dei materiali , delle tecniche di costruzione e della biomeccanica dei corsetti, è indispensabile per porre l’indicazione terapeutica ed attuare una corretta conduzione del paziente , al fine di raggiungere un valido risultato”
[Prof. De Giorgi – Università dei studi di Bari]

Un po di storia…

Il primo tentativo descritto per raddrizzare una gibbosità data del V° secolo ante Cristo conosciuta sotto il nome di epigramma di Nearcus.

Zocleo che vuole raddrizzare la gibbosità di Diodoro, pone 3 grosse pietre quadrate alla cima della gibbosità, facendolo morire , ma più diritto di una trave

Alcuni anni più tardi, Ippocrate utilizzerà il letto attrezzato di argani e di pulegge che associano trazione ed appoggio al livello della gibbosità.

Il trattamento ortopedico conservativo progredirà a partire dal Rinascimento.

Un appoggio progressivo è ricercato da Acquapendente nel 1619.

Il primo apparecchio a sospensione è proposto da Francis Glisson nel 1677.

Sempre nel 1677 Guillaume Levacher de la Feutrie, nel suo trattato del Rakitis, e Johan Kohler rappresentano degli apparecchi di estensione ileo-capitale antenati del nostro corsetto Milwaukee.
I progressi dell’apparecchiatura sono legati anche a quello dei materiali:

  • uso medico del gesso conosciuto in Europa dall’inizio del diciannovesimo secolo,
  • apparizione inizio 1900 della Celluloide,
  • verso 1960 il plexidur ed il polietilene sostituiranno progressivamente il cuoio, ed l’alluminio sostituirà l’ acciaio.

 

 

…continua

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