Diritto al lavoro dei disabili

Pubblicato il 1 giugno, 2012, in: Rubrica da

La legge impone coattivamente al datore di lavoro di assumere persone disabili per una certa percentuale dei lavoratori in forza, con la finalità di garantire il diritto al lavoro anche nei confronti di coloro che a casua del proprio handicap potrebbero essere esclusi dal mercato del lavoro.

La L. 12-3-199 n.68 afferma il principio del coolocamento mirato, ossia valorizzare le residue capacità lavorative del disabile e collocarlo bell’occupazione a lui più idonea. I soggetti che possono usufruire di tale sistema sono:

  • le persone in età lavorative affette da minorazioni fisiche,psichiche o sensoriali, e i portatori di handicap intellettivo, con una riduzione della capacità lavorativa superiore a 45%
  • le  persone invalide per cause di lavoro con grado di invalidità superiore al 33°, accertata dall’INAIL
  • le persone invalide di guerra, civili,
  • le persone non vedenti e sordomute

La diagnosi funzionale della persona disabile è effettuata dalle Commissioni Mediche delle ASL.

Sono obbligati adassumere disabili, per una percentuale che varia in base all’organico in forza, tutti i datori di lavoro che occupano da 15 dipendenti in poi. Sono quindi tenuti ad assumere una determinata quota di lavoratori disabili che varia in base al numero dei lavoratori occupanti, e pari:

  • al 7% dei lavoratori occupati per i datori con più di 50 dipendenti
  • due lavoratori per i datori che hanno tra i 36 e i 50 dipendenti
  • un lavoratore per i datori che hanno tra 15 e 35 dipendenti

Le procedure di assunzione avvengono presso i centri per l’impiego dove è prsente un unico elenco pubblico in cui risulta la graduatoria regionale, in cui devono iscriversi diritto disoccupati (art.1 co. 1 D.P.R. 333/2000).

Leggi il testo integrale della legge.

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